L’articolo che segue è stato redatto da Olga Chiaia
Psicologa Psicoterapeuta
Fenomeno misterioso ed affascinante, l’evento sincronico collega per un istante il mondo del sogno e quello della veglia, lasciandoci sorpresi ma come benedetti dall’incontro.
Coincidenze troppo incredibili per essere casuali, eppure inspiegabili nei termini della razionalità abituale. Come quando capita di sognare un oggetto inconsueto, e durante il giorno seguente ci si ritrova ad averlo in mano; oppure, ancor piú inquietante, quando si sogna un evento che si scopre poi essersi verificato altrove e a nostra insaputa, in contemporanea al nostro sogno. Quello della sincronicità è un concetto proposto da Jung, per identificare l’improvvisa corrispondenza fra vicende interne psichiche e quelle esterne, fisiche. Le une non sono causa delle altre, eppure il legame fra loro è evidente e ha un senso.
Nei sogni premonitori, succede di vedere accadimenti di cui non si può essere a conoscenza, che poi si verificano poco dopo. Chi ha questo dono ne è spesso impressionato: una spiegazione scientifica non c’è. Forse l’inconscio sa piú della mente razionale. Esso percepisce qualcosa che ha luogo altrove, grazie ad una relativizzazione dello spazio e del tempo; e che succede ad altre persone, attingendo dall’inconscio collettivo, che è comune a tutti: il fondamento di ciò che gli antichi chiamavano “la simpatia di tutte le cose”.
La simultanea comparsa di uno stesso simbolo in un sogno ed in diverse circostanze reali della giornata successiva avviene perché esso collega e attrae gli eventi secondo il suo significato. Anche se siamo turbati dalla sincronicità , in realtà sentiamo che si apre uno spiraglio su un quadro vitale piú ampio e vivo del solito. Capirla con gli abituali schemi di causa ed effetto è impossibile e frustrante; è meglio apprezzarla per quel lampo di eccezionalità , e arricchire la nostra percezione con l’inesplicabile, intenso apporto del mondo inconscio. Che è reale quanto quello della veglia, e con esso è bene che comunichi di piú.
L’articolo che Vi ho proposto è consultabile nel sito Life Gate
Una luminosa giornata,
gidibao
“Non dobbiamo pretendere di capire il mondo solo con l´intelligenza: lo conosciamo, nella stessa misura attraverso il sentimento. Quindi il giudizio dell´intelligenza è, nel migliore dei casi, soltanto metà della verità .” Carl Gustav Jung
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Caro Dà¼sseldorfer,
in fondo, il suo nome non ਠuscito fuori “per caso”
in tutta onestà non mai letto alcun lavoro di Deepak Chopra.
Adesso siamo in due ad essere potenziali lettori dell’autore indo-americano…
Chissà , magari lo troviamo interessante
un abbraccio
Molto interessante!
Credo che in prposito alle sincronicità abbia scritto anche Deepak Chopra.
Me lo hanno consigliato ma non l’ho ancora letto.
Quello che mi trattiene ਠche Chopra mi sa tanto di scrittore New Age alla moda! …ma forse mi sbaglio!
Ciao Artemisia,
sono lieto che il post ti abbia evocato piacevoli ricordi
Oh sì, devo molto a Jung: umanamente e professionalmente…
fiori di glicine e saluti,
gidibao
Ciao Gidibao, bellissimo post ricco di richiami e ispirazioni…
Jung ਠstato per me un po’ il Grande Libro, ogni tanto torno a trovarlo nel sogno o nella veglia.
Grazie di avermelo ricordato.
…così, noi non svaniamo ad ogni mattino portando nel “mondo” il nostro pi๠bel sogno: creare…
una luminosa giornata francesco
come va l’Herpes?
bene spero! Così puoi riprendere a sognare: opps! suonare… ma tanto, per te ਠla stessa cosa. Sbaglio?
Quando dormiamo riusciamo a staccarci dai blocchi che la nostra mente ci crea ed ਠallora che la nostra anima ਠlibera di esprimersi liberamente…
Ciao lab
Adoro leggere Hillman. Ricordo ancora oggi l’effetto “sconvolgente” che ebbi quando mi ritrovai tra le mani, per la prima volta, il suo “Re-visione della psicologia”.
Fare anima? ghianda? sincronicita? Sarà , ma il testo ਠarrivato comunque al momento “giusto”
Buon viaggio e temperata ricerca,
abile amico distillatore…
gidibao
@fabio…
Hai sentito bene! per il momento ho effettivamente preferito non lasciar traccia… ma non ਠdetto che tra un po’…
carissimo, il mio grazie a te, che passi da qui e ti trovi bene. Soprattutto ਠmagnifico quando circola creativamente lo sviluppo personale: ਠciò che amo di piú!!!
Il film non l’ho visto, ancora…
Sì Fabio, ho letto le ultime news sul blog di Barbara ed ho letto i tuoi commenti
@ crillina…
come tu ben dici, criellina, l’articolo ਠfocalizzato principalmente sul tema onirico, sviluppando una generica introduzione alla sincronicità appunto. E in tutta onestà , il tuo commento ਠappropriato.
La sincronicità indica quelle piccole coincidenze significative, quei fatti che il modello causa/effetto non ਠin grado di rappresentare se non con il termine di “casualità ”.
Con altre parole, ਠ“sincronicità ” quando ci ritorna improvvisamente alla memoria una persona amica che non si vede da molto tempo e la si incontra per strada “senza una ragione apparente”, oppure trovare sullo scaffale di una libreria un libro di un autore a noi sconosciuto ed acquistarlo, scoprendo poi che quello che leggeremo ਠproprio ciò di cui avevamo “bisogno” in quel momento…
Gli studi decennali di Jung sulla sincronicità ne hanno collocato il termine in un ambito proprio alla scienza, lontano dalla superstizione.
Grazie cari per la Vostra gradita visita,
una serena notte,
gidibao
ps:
noleggerò il film, promesso!
buon luuungo week-end
sulla sincronicità ha scritto bene hillman, nel saggio su pan c’ਠun capitolo dedicatogli.
uhhh donnie darko…che bello!
comunque, per quanto riguarda i sogni premonitori, io sono pi๠per considerarli un “falso” della nostra mente, un pò come i dejà -vu: credi di essere già stato in un posto mentre in realtà sono “errori” neuronali in cui incappa il nostro inconscio dandoci la sensazione di averlo già visto.
ciao e buon ponte!
Grazie. Imparo un po’ tutti i giorni sul tuo blog.
A proposito di questo post, consiglio caldamente la visione del film “Donnie Darko”.
Bella questa sincronicità via telematica!
Un caro saluto.
P.S.: stai seguendo le ultime vicissitudini sul blog di Barbara? Negli ultimi post mi ci sono buttato a capofitto. Tu non hai scritto: la mia sensazione ਠche tu abbia letto ma senza voler lasciar traccia. O no?