Intervista a Tackutoha
Non so se è capitato anche a voi, ma la prima impressione che ho avuto visitando il blog di tackutoha è stato un senso di freschezza e di serenità. Il blog è frizzante, curato ed aggiornato con una frequenza generalmente quotidiana. I contenuti, vari ed accattivanti, spaziano con naturalezza attraverso argomenti di attualità, di eventi multimediali e considerazioni personali espresse sempre con garbo, fine cultura e raffinatezza. Imperdibili sono i commenti: sempre puntuali e mai scritti con sufficienza, come segno di rispetto ed attenzione per l’interlocutore. In ultimo, va riconosciuta a tackutoha la sua cortese disponibilità nel sostenere i Bloggers con le proprie risorse informatiche in merito ai codici HTML ed al loro utilizzo sulla piattaforma di Blogger.
Non aveste ancora visitato La Biblioteca di Shawshank, ora non avrete più scuse: il blog di tackutoha è molto bello. Fategli visita, Vi troverete certamente bene nella Serendipity House.
L’intervista che segue è stata redatta nei giorni 9 e 10 Luglio 2006 via email. Il grassetto è mio, buona lettura.
Leggo da tempo con piacere il tuo blog “La Biblioteca di Shawshank”: come e quando è nata l’idea di avere un blog tutto per te?
Seguo da tempo e con molto interesse tutto ciò che accade nel cosiddetto mondo della blogosfera. Di blog ne leggo parecchi e con una cadenza quasi quotidiana. Mi ha sempre affascinato il mondo delle idee, opinioni, pareri da cui dissentire o condividere appieno. Ora, fino a qualche tempo fa, mi limitavo soltanto a commentare i post più interessanti e perché no anche quelli più divertenti. E’ successo che, un giorno, mia cognata, una ragazza di Tokyo che da circa un anno vive in Italia, mi abbia chiesto una mano. Desiderava aprire proprio un blog affinché potesse scrivere ai propri amici e parenti in Giappone la sua esperienza di vita in Italia. L’ho aiutata di buon grado, e passo dopo passo, ci ho preso gusto immaginando la creazione di un altro blog questa volta tutto per me. Il resto è noto.
Trovo che, in qualche modo, un blog rispecchi la personalità del proprio autore: il titolo è intrigante così come il tuo nick. Ti va di raccontare la scelta dei nomi?
Certo. Il titolo è sorto senza pensarci troppo. Avevo rivisto il giorno prima dell’apertura del mio blog il meraviglioso film di Frank Darabont intitolato The Shawshank Redemption ovvero Le Ali della Libertà. Shawshank è la prigione dentro la quale viene costruita una Biblioteca per permettere a chi non ha più la libertà fisica, di avere almeno quella mentale, perché come diceva Gibran “siamo tutti prigionieri, ma alcuni di noi sono rinchiusi in una cella con finestre e altri senza”. Ecco, desideravo aprire qualche finestra in più. Il nick matrioska dalia nera aka tackutoha, come l’ha definito un mio amico, di nome gidibao, invece, nasce da un gioco che nasconde il mio cognome (dalia nera) e da un improbabile saluto di benvenuto (tackutoha) che le popolazioni maori rivolgo a ogni loro nuovo visitatore.
Hai distinto il blogroll del tuo blog in due sezioni: la Serendipity House e gli Outdoor Bloggers. Aiutaci tack a comprendere il significato di Serendipity e quali peculiarità occorrono per fare parte della tua House.
I bloggers che fanno parte della sezione Outdoor sono tutti quelli che leggevo prima di aprire il mio blog. In seguito se ne sono aggiunti altri ma sono coloro i quali sono in qualche modo legati ai primi (magari proprio perché linkati da essi).
Viceversa, la Serendipity House è nata dall’idea di aver scoperto, mentre cercavo tutt’altro, da cui il nome, un insieme di persone che già facevano gruppo e che ho trovato subito, dalle cose che scrivevano e scrivono, validissime. Altri bloggers meritano senza dubbio l’ingresso nella casa: non l’ho ancora fatto perché ancora non sono riuscito a pormi sulle loro stesse frequenze, ma ci sarà tempo e modo.
Mi pare che la parola chiave del tuo blog sia “Condividere”: sbaglio?
Assolutamente no. Dici bene. Mi piace molto l’idea di far conoscere le cose che più mi emozionano come per esempio la mia musica, oppure le mie letture. E’ lo scambio di idee che auspico attraverso questo straordinario mezzo che è internet con tutte le sue varianti.
Commenta questa citazione di Arthur Schopenhauer con le prime parole che ti vengono in mente: “Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”
Un Dio l’uomo quando sogna, un mendicante quando pensa. La frase non è mia ma di Hölderlin (almeno così credo di ricordare) e la sposo in pieno.
Hai voglia di condividere con noi un tuo sogno o progetto che hai avuto il piacere di realizzare?
Volentieri. E per parlare di sogno, non è possibile non parlare di musica, il mio grande amore. Mi spiego. Qualche anno fa ho attraversato un momento familiare difficilissimo. Una esperienza che non auguro a nessuno. Davvero molto dura. Sarebbe, in questa sede, troppo lunga da raccontare, ma credevo di non farcela a superare gli eventi nefasti.
Nonostante la gravità della situazione, ciò che più di qualunque altra cosa mi ha aiutato a trovare un equilibrio del tutto personale e andare oltre alle contingenze sono state le note. Le note provenienti dalla musica di un genio che credo tu conosca. Il suo nome è Keith Jarrett. Un pianista che più che un musicista è un genio del pianoforte.
Ebbene, desideravo ascoltarlo dal vivo. Volevo partecipare ad un suo concerto per ringraziarlo idealmente di persona. Gli dovevo moltissimo perché con la sua musica mi aveva tirato fuori da un inferno. C’era però un problema. Un grosso problema. Da anni non faceva più concerti. Non si esibiva più di fronte al suo pubblico per stress da esibizione. Non mi restava che aspettare.
Un giorno però, ecco il sogno trasformarsi in realtà.
Roma 7 Novembre 2004, Auditorium, Sala Santa Cecilia.
Dopo ben 9 anni di assenza dai palchi di tutto il mondo, il pianista statunitense di Allentown tornava a suonare per il grande pubblico e lo faceva nientemeno che in Italia, nel nostro paese, a Roma.
Ho speso una fortuna per esserci, ma dovevo. Il concerto nell’occasione è stato anche registrato e non so quando, spero presto, potrebbe uscire anche su CD. E’ inutile dirti che l’esperienza musicale, ma non solo, vissuta in quella occasione, sia stata per me motivo di profonda commozione. Musica di una bellezza rara. Ho pianto come un bambino cullato dai ricordi.
“La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio ” scriveva Victor Hugo; nella tua Biblioteca è ampio lo spazio dedicato alla musica: cosa raccontano per te le note?
Emozione, trasporto, amore. Ricordando le parole di Luca Flores “il linguaggio della musica è uno, ed è quello dell’anima, là dove le parole ci ingannano con mille significati. E’ libera di volare in paradiso, di scendere nelle viscere dell’inferno, o di starsene a galleggiare nel limbo.”
Indichi nel tuo blog un elenco di testi che suppongo siano un invito alla lettura: esiste un romanzo che ha un posto speciale nel tuo cuore? Se sì, gradirei conoscere quale sia…
Ce ne sarebbero tanti da citare. Sicuramente farò torto a molti non ricordandoli, ma dovendo scegliere, prendo una decisione netta. Desidero però citarne due, se è possibile. Due libri diametralmente opposti ma che li amo allo stesso modo.
Uno è di Jonathan Coe e si intitola La Casa del Sonno. Consigliatissimo a chiunque legga questa intervista. Il mondo, dopo averlo letto, mi è apparso diverso. L’altro, per una perniciosa deformazione quasi professionale, e per una smodata passione per la teoria dei numeri, e qui me ne scuso, è stato scritto da Singh Simon e il suo titolo è “L’ultimo Teorema di Fermat“. Il racconto di quell’uomo di nome Andrew Wiles che con una tenacia invidiabile, è riuscito a dimostrare il segreto, più che trecentenario, nascosto dalla formula matematica di Fermat, che più di qualsiasi altra cosa, ha fatto impazzire generazioni di menti matematiche.
Se ti dicessi HTML cosa ti viene in mente?
E’ un assist a porta vuota: ma naturalmente CODE IS POETRY!
Ti va di aggiungere un augurio?
Più che un augurio, volevo rivolgere un sincero ringraziamento a te, gidibao, per questa tua idea che ci permette a tutti noi, abitanti della blogosfera, di condividere maggiormente le nostre passioni e le nostre idee. E poi, se mi è possibile, un ultimo suggerimento che recita così: “Quando hai paura di qualcosa, cerca di prenderne le misure e ti accorgerai che è poca cosa”.
Grazie tack per averci raccontato un po’ di te e per avere condiviso con noi tutti uno spazio del tuo mondo interiore.

















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@sonietta…
stavo preparando questa robina qui che ho appena pubblicato 


sì sì
Buon week-end cara
ps:
Private Eye ha colpito ancora: dai un’occhiata alla tua casella di posta
un salutone ed un bacettino
Ciao Gidi, ti vedo in linea, che fai lavori? Un salutone e buon week…
@Dri…

Grazie Dri, grazie di cuore
Sono certo che il blog ti piacerà molto, inoltre mr. tack è un altro di noi “innamorati” dell’HTML
“Le ali della libertà” è uno tra i miei film preferiti: bellissimo e poetico.
Il tuo articolo è forse questo?
buona buona buona serata cara Dri
un abbraccione!
Davvero un’ottima intervista gidi, complimenti a te e al tuo interlocutore..
Data la bella e esauriente presentazione sono molto curiosa di sfogliare le pagine del Blog di tackutoha.. “la biblioteca di shawshank” ..sapevo che non mi era nuovo il nome.. infatti leggo che l’idea viene dal film “Le ali della libertà”, un film che amo moltissimo e di cui scrissi in un vecchio post..
Ti auguro una felicissima serata..
Un abbraccione,
Dri
gidi ma grazie a e…mi sa che ti darò un po’di lavoro…(in più)! Mi raccomando, leggi attentamente qunto scritto in alto in stampatello…è molto importante per me!! Buona cena!
@sonia & sonia…
La email è arrivata “sana e salva”! Dopo cena prendo la mira e ti ri-scrivo
Grazie cara sonietta per il tuo tempo che dedichi a Private Eye
Baci baci
prego prego
alla prossima onda
E-mail inviata, dimmi se l’hai ricevuta!
grazie gidi…sempre eniale!! due bacetti
Oh sì cara sonietta

Tempo fa, l’avevo messo anche io
ecco l’indirizzo: vai QUI
Un bacetto
ps:
invidioso io?
gidi,ho bisogno di chiederti una cosa: avevo letto tempo fa di un blogger, che diceva che non si doveva utilizzare la il pc, come un telefonino, quindi che abbrevazioni varie stile sms sul blog era meglio che andavano evitate di farle. Questo aveva ricevuto come 300 forse anche di più e passa commenti.Tu ti ricordi di chi si tratta? credo che chiedesse anche di mettere una targhetta…avevo visto che avevano aderito in molti a questa cosa, ma non mi ricordo il nome del blog.Tu ne sai qualcosa?