Intervista ad Artemisia

gidibao on December 11th, 2006

PIOGGIA BLU

Il titolo di un blog è paragonabile ad un biglietto da visita: rappresenta in larga misura la linea editoriale condotta da parte dell’autore. Pioggia blu, perché questo nome così evocativo?

Artemisia - Originariamente, per le prime due o tre settimane, il mio blog aveva il titolo vagamente dantesco “una fiorentina in esilio”. Doveva essere, nelle mie intenzioni, un blog plurilingue. In uno dei miei primi post pubblicai la foto di un glicine che per me ha rappresentato e rappresenta il luogo dove più mi sento a casa, in Italia. Il glicine per me significa radici, forza, fedeltà e bellezza. Traducendo la parola “glicine” scoprii che in norvegese si dice “blå regn”, letteralmente “pioggia blu”, bellissima descrizione per la fioritura di questa pianta meravigliosa. Mi sono innamorata di questa definizione e l’ho fatta diventare il titolo del mio blog. (E poi, la “fiorentina in esilio” faceva troppo pensare a una bistecca.)

Artemisia absinthum è l’arbusto dalla cui lavorazione viene prodotto l’assenzio…

Il nome Artemisia ha una storia ancora più strana. Molti anni fa lessi il libro “Artemisia” di Anna Banti, la moglie del grande critico d’arte Roberto Longhi.
La vicenda umana e la figura artistica di Artemisia Gentileschi, pittrice del 1600, mi impressionarono molto. Ispirandomi a lei scelsi il nick Artemisia. In seguito però scoprii che Artemisia è la versione barocca di Artemide, cioè Diana, e uno degli appellativi poetici di Diana è…Cinzia. In fondo quindi mi ero data il mio vero nome! Essendo poi io ignorantissima in fatto di botanica, ho capito solo molto più tardi che l’Artemisia è una pianta officinale…e che dall’Artemisia si estragga l’assenzio lo sento dire ora per la prima volta da te! Quest’ultimo elemento aggiunge una dimensione in più al mio nick, e mi piace molto. L’assenzio mi fa pensare al mio amico poeta Henry sdraiato su un’ottomana con una vestaglia di velluto rosso!

Sembrerebbe da quanto scrivi, che per te esista un comune denominatore che renda ogni singolo evento parte di un tutto, sebbene in apparenza nessuna causa lo affermi.

Di questo sono sempre stata convinta. Da quando ho aperto il blog però questo mi è ancora più evidente. È come un susseguirsi di segni, tracce, eventi apparentemente insignificanti che però si possono “leggere” in una certa chiave…legami che riportano ad un tutto. Un’anima mundi forse, o, più probabilmente, la nostra condizione umana. Specialmente con alcune persone, attraverso il blog si sono creati dei legami molto forti, una sintonia particolare che spesso rende superflue anche le parole. Sappiamo cosa l’altro pensa già prima di dircelo. Per me questa è stata una scoperta sconvolgente. So che questo può essere difficile da capire razionalmente, ma si comprende benissimo se si accetta il fatto che esiste un dialogo del cuore e della mente. Perchè non sono solo gli eventi fortuiti in sè che legano gli individui, ma il significato che alcuni individui danno a questi eventi. Si torna al discorso dei legami che si sono instaurati, sottili ma profondissimi. Sono molto fortunata. Il blog mi ha fatto conoscere delle persone, che mi leggono, a volte mi commentano, o con le quali parlo privatamente, con le quali ho un grande rapporto d’amore (te l’ho detto che mi piacciono le parole grosse).

Le tematiche affrontate nel tuo blog hanno spesso un profilo intimistico e sono un chiaro invito all’introspezione. Conosci te stesso…

Il sottotitolo del mio blog è “per aiutarci l’un l’altro a essere tutto quello e tutti coloro che siamo”.E`una citazione da David Grossman. Il mio motto nel profilo invece è “Noli foras ire (in interiore hominis habitat veritas)”, una frase di Sant’Agostino. L’introspezione e la tensione che come giustamente dici domina un po’ il mio blog è rappresentata proprio attraverso questi due poli: da una parte, la mia convinzione che prima di tutto si debba avere il coraggio di guardare dentro se stessi. Il mondo non è che la rappresentazione che il nostro Sè ce ne dà, e la nostra verità la dobbiamo cercare prima di tutto dentro di noi. Dall’altra, il fatto che non esistiamo che in relazione all’altro, nel dialogo (anche muto) con l’altro. Il mio blog è sempre rivolto all’altro, al lettore, a chi è diverso da me. E anche a tutte le altre persone che ho al mio interno, che vengono fuori a modo loro nei vari post. A tutti i miei diversissimi lettori, a tutti i miei “altri”, fuori e dentro di me.

Psicologia del Profondo, Jung: tema spesso trattato nel tuo blog…

Non sono un’esperta di psicologia, nè di Jung. Ma per me Jung ha rappresentato una grande scoperta, come una riserva dalla quale continuo ad attingere. Di lui mi piace soprattutto l’apertura alla spiritualità, l’idea della funzione creativa dell’inconscio. Mi interessa tutto quello che la ragione da sola non basta a spiegare, tutto quello per cui c’è bisogno di un altro linguaggio, e soprattutto tutto quello al limite tra linguaggio e silenzio. Non sono una mistica, ma mi affascinano le grandi domande.

Amore, emozioni, delusioni e speranze. Manca qualcosa?

Forse mancano i ricordi…ricordare per me è importantissimo, è il risultato del processo continuo di analisi che faccio di me stessa e della mia esistenza. Il blog è una forma di diario dialogico, e anche un modo di annotare e rielaborare i miei ricordi. E dalla tua lista manca anche l’umorismo, che invece è una strategia fondamentale al mio modo di sopravvivere. Su Pioggia blu si ride molto.

“Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l’apparecchio, me ne vado nell’altra stanza a leggere un libro” (Groucho Marx) oppure una visita ai propri amici, Lophelia ed Henry…

Non guardo quasi mai la televisione. Leggo ancora molto, come ho sempre fatto, ma spesso ora leggo “insieme” ai miei amici…e ci leggiamo a vicenda. Vedo Pioggia blu come un salotto. Un salotto letterario dove si parla, si scrive, si ascolta. Ma anche un salotto dove ricevere amici, dove rilassarsi, fare pettegolezzi e ridere insieme. È importante per me poter usare molti registri su Pioggia blu. Non ho una linea editoriale precisa. Cerco solo di praticare due cose: l’onestà con me stessa e coi miei lettori, e la cura del linguaggio.Tutti sono benvenuti su Pioggia blu, c’è posto per tutti: nuovi e vecchi ospiti. Conosco Lophelia e Rodocrosite da una vita, Pib, Henry da poco più di un anno, Fabio da ancora meno. Su Pioggia Blu e sui loro blog ci incontriamo in conversazioni bellissime attraverso gli oceani. Ma tutti gli ospiti di Pioggia Blu e tutti i blogger che frequento sono miei amici, e li ringrazio perchè mi leggono e perchè mi permettono di leggerli.

Fotografie, dipinti, poesie, musica: cosa accomuna tutto questo al tuo essere “blogger”?

Diciamo che tutti questi elementi sono in fondo testimonianze, modi di ricordare. La dimensione della rielaborazione penso sia fondamentale. Il mio blog è un modo di rielaborare la realtà, interiore ed esteriore. È un modo per tentare di esprimere quello che c’è nel mio interno più oscuro attraverso varie forme artistiche, simboli, associazioni, suoni e ritmi. È una ricerca della bellezza e di una qualche armonia. Probabilmente è anche una forma di terapia.

Ci faresti dono di una citazione e di un augurio?

Il sottotitolo del mio blog è proprio questo, una citazione e un augurio per tutti i lettori: aiutarci l’un l’altro a essere tutto quello e tutti coloro che siamo.
Un percorso insieme, in libertà, ma con responsabilità per quello che scriviamo. E soprattutto, nell’assoluto rispetto del nostro essere diversi.

Private Eye

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41 Responses to “Intervista ad Artemisia”

  1. Sì cara, meglio così: meglio che non ricordi.
    Le auguro con tutto il cuore che possa riprendersi al più presto. Ti sono vicino

    un abbraccio

  2. Senz’altro Gidi, domani le porterò il tuo buffetto. E’ un pò confusa, povera stella, e non ricorda cosa le è accaduto. Meglio così. Grazie, carissimo, del pensiero. Un abbraccio

  3. Dio mio! sono immensamente lieto che tua mamma stia meglio

    mandale un buffetto da parte mia

    un forte abbraccio!

  4. Hola Gidi!
    Sono di nuovo serena dopo lo spavento che ho passato con mamma papera sabato. Si è sentita male per strada e ha avuto un arresto cardiaco. Per fortuna l’hanno soccorsa in maniera impeccabile e ora sta meglio. E’ uscita dal coma e speriamo che il miracolo sia avvenuto. Adesso vado a trovarla.

    Anch’io non vedo l’ora di ricevere le domande, che papera curiosa!
    Ho di nuovo l’ADSL, va molto veloce e sono contenta. Per questa volta Alice si è fatta perdonare. (Però ci è voluto quasi un mese…)
    un forte abbraccio

  5. Lame :D
    preparo le domande: non vedo l’ora ;)
    spero che ti riattivino l’ ADSL al più presto! a 56 dev’essere una lumacata :shock:

    ciao cara paperella,
    a presto

    un abbraccio ;)

  6. Caro Gidi,
    puoi mandarmi senz’altro le domande, la posta riesco a leggerla anche con la connessione normale. L’ADSL me l’hanno attivata ma non va ancora, il router lampeggia, probabilmente c’è qualcosa che non funziona in qualche “armadio” della mia zona. Ho segnalato il guasto ma fino a lunedì non se ne parla. Che pazienza ci vuole!
    un abbraccio

  7. carissima Lame!!! :)
    ancora niente adsl?
    grassie, sei sempre molto gentile :oops:
    sì sì, il sito di Arte è uno di quelli da visitare.
    posso mandarti nei prossimi giorni alcune domande per la tua intervista, oppure hai ancora delle difficoltà ad accedere alla casella della tua posta?

    Un abbraccio paperellina ;)

  8. ciao gidi,
    complimenti per l’intervista, stupenda, e grazie anche ad Artemisia per le sue intriganti e allettanti promesse. Un sito che non vedo l’ora di visitare a fondo e che seguirò con attenzione (appena avrò recuperato un modo appena decente di navigare…)
    Un abbraccio a tutti e in special modo al nostro inpareggiabile anfitrione.

  9. grazie Fabio, benvenuto al Cafe :)
    Arte è stata meravigliosa anche durante la stesura dell’intervista: sarò banale, ma Cinzia è una bella persona.
    Complimenti per il tuo blog che spesso leggo (anche senza lasciare un commento)…

    have a nice day,

    regards

  10. Domande pensate molto bene e risposte profonde. Cosa si puo’ desiderare di piu’ da un’intervista. Bravissimi e grazie per la citazione Arte,
    Fabio

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