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Con un certo ritegno

Quello che segue è il quarto articolo di Io blogger, essay
Per partecipare, mandami una email al gidibao[at]gmail[dot]com con un tuo articolo. Grazie.

L’autore è il blogger Hari Seldon

Con un certo ritegno*

Aprire un blog sembra che sia stata una cosa che molti hanno fatto nel corso del 2005, piú all’estero che in Italia.

Perché uno decida di mettere in pubblico i suoi pensieri e si impegni con i suoi pochi lettori a seguire o no un filo di ragionamento, a presentarsi con coerenza o a cambiare caratteristiche ogni post, a condividere davvero emozioni e accadimenti oppure far vedere solo quello che appare meritevole di pubblicità , sono tutti argomenti controversi e, in fin dei conti, poco interessanti.

Ognuno di noi ha qualcosa da dire, ma non sempre decide di dirlo.

Ho sempre avuto una certa facilità  di scrittura, ma non l’ho mai esercitata per diletto personale. Da un certo giorno di inizio 2005 ho deciso di farlo. Perché ho visto che altri lo facevano, e quindi per aiutare una circolazione di idee che, per quanto marginali, contribuiscono ad alimentare una corrente e inaridiscono melanconia, chiusura, grettezza, risentimenti, delitti.

Perché ho pensato che, come ogni buon diario, un blog aiutasse prima di tutto me stesso, riflettendo su quanto andavo pensando, almeno qualche secondo, prima di schiaffarlo sulle pagine indifese della rete.

Perché la naturale presunzione di avere qualcosa da comunicare si tramutasse presto in un logico e atteso, ma non auspicato, ridimensionamento repentino. Perché lo scarso successo di pubblico fosse misura della grandezza del mondo e della varietà  di cose, sentimenti, opinioni, interessi, e me ne appropriassi, almeno in parte.

Presunzione suprema, ho scelto Hari Seldon come emblema delle mie pagine, il personaggio di Isaac Asimov, nel ciclo della Fondazione, fondatore della psicostoria, disciplina scientifico/morale che permette di prevedere l’evoluzione della storia futura, trattando ogni aspetto sociale come una variabile statistica. Pusillanime, sovviene subito la precisazione: “Possiamo oggi applicare qualcosa di simile? No, evidentemente. Ma le riflessioni che facciamo servono a prospettarci un futuro migliore, basato sulle nostre esperienze. Il mio blog parla di questo. “Futuro migliore? Sarà  molto se queste righe hanno allietato qualche minuto, mio e di altri che vi si sono avventurati.

E adesso addirittura tentare la strada della tipografia. Non sarà  che in Italia si pubblica troppo?, mi dicono.

Ho cominciato non sapendo dove sarei andato a parare, ma ben presto i capitoli dell’avventura si sono delineati nella mia testa. Finalmente ho potuto dar sfogo alla vena polemica che mi ha accompagnato tutta la vita, evitando la querela ma anche il contraddittorio. Ho visto che potevo parlare dei film che vedevo in modo non convenzionale, finalizzato solo a quello che mi lasciavano, un’oretta di spasso o dieci minuti di recriminazioni per il tempo perduto. Ho raccolto qualche citazione delle poche cose che sono andato leggendo durante l’anno, sempre piú affranto perché mi accorgo che piú leggo e piú mi mancano cose che avrei dovuto aver letto e che non leggerò mai. Ho scritto qualche prosa e qualche poesia, appositamente per Hari Seldon, che prego di non trascurare. Ho approfittato di uno spunto per ricordare tante cose della mia infanzia e della mia giovinezza che davvero hanno segnato il mio essere così. E ho infine vagato da una sponda all’altra di fatti e fatterelli per non lasciare mai la bocca chiusa e asciugare l’inchiostro virtuale di queste righe.

Qualche foto, di solito scattata da me, mi ha aiutato a illustrare concetti forse troppo personali.

Siccome nessuno dei miei amici intimi e dei miei familiari conosce il mio blog, ed io mi son guardato bene da rivelarlo, solo mia è la responsabilità  di tutte le profonde e serie riflessioni, così come delle immense sciocchezze, che si trovano in queste pagine. Devo solo un ringraziamento a Artemisia, Simona e Sibilla per le parole di incoraggiamento e qualche critica che hanno voluto lasciare in commento, ma che spesso mi hanno fatto dubitare della solidità  delle mie intenzioni: illudere così i miei pochi lettori?

Firenze, gennaio 2006

*articolo tratto da Blog di un anno. 2005
*pubblicato con una licenza Creative Commons

11 commenti per Con un certo ritegno

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